La storia del cosmetico.

I canoni di bellezza vengono impartiti dall’istruzione rimanendo nella memoria inconscia, perciò si può parlare di un senso di bellezza comune. Leonardo da Vinci, basandosi sull’osservazione di numerosi volti europei, stabilì delle regole sulle proporzioni ideali, rappresentando il canone su cui si misura la perfezione umana ed il modello a cui tendere: è più facile trovarli realizzati nelle sculture e nei dipinti classici che non in natura. La perfezione sta nel essere imperfetto.

La prima evidenza archeologica dell’uso dei cosmetici è stata individuata nell’Antico Egitto attorno al 4000 a.C. Analizzando dei flaconi rinvenuti all’interno di tombe si è scoperto che utilizzavano composti chimici a base di piombo e olio d’oliva.  Successivamente usavano essenze profumate ed a truccare gli occhi.

Con le prime forme di civiltà, l’arte della cosmesi ha cominciato a svilupparsi, ciò è avvenuto principalmente nell’area medio orientale del mediterraneo.

Il trucco sugli occhi era in uso in tutta l’area della Mesopotamia e del mare Mediterraneo, come dimostrano le statuette dei Sumeri scoperte nell’antica città di Ur, e con gli occhi pesantemente orlati di nero.

In Giappone le geishe usavano un rossetto fatto con petali di cartamo o zafferanone schiacciato, questo anche per dipingersi le sopracciglia, il taglio degli occhi e il bordo delle labbra. Nel paese del Sol Levante le geishe usavano per fondotinta anche confezioni di Bintsuke, una versione più leggera di una pomata utilizzata dai lottatori di sumo per ungersi i capelli. Pasta bianca e polvere per colorare il volto, e la schiena; rosso per definire il contorno degli occhi e dell naso. usavano una tintura nera per colorare i denti durante la cerimonia di iniziazione delle apprendiste geishe, chiamate maiko.

Semiramide, bellissima regina dell’Assiria, faceva il bagno nella birra per rendere fresca ed elastica la sua pelle. Essa elaborò tecniche cosmetiche di gran successo per l’epoca, coltivando piante con attività fito cosmetiche nei famosi giardini pensili.

Ma è in antico Egitto, che la cosmesi antica faceva scuola e prodotto di esportazione secondo una logica “industriale”.  Furono tantissime le sostanze cosmetiche adoperate e le ricette per la loro applicazione.  Cosi sono giunti a noi formidabili ritratti femminili nei cui occhi è ben visibile il colore nero che li cerchiava e ne allungava la linea, tra le tantissime vogliamo ricordare la regina Nefertiti.

Anche gli Antichi Greci e gli Antichi Romani facevano uso di cosmetici. In particolare gli antichi romani ed egiziani usavano cosmetici contenente un elemento tossico come il mercurio!

Le donne della magna Grecia usavano fare al mattino un bagno alla lavanda, per poi dedicarsi ad una vera e propria cosmesi del corpo, il quale veniva poi massaggiato con oli e unguenti profumati. Il cosmetico più diffuso era indubbiamente la biacca che dava alla pelle un colore bianco. Anche i capelli avevano la loro importanza, ne sono testimonianza le numerose rappresentazioni giunteci della classica acconciatura “a pieghe”, inoltre, era frequente la colorazione dei capelli specialmente in biondo.

Nell’Antica Roma di epoca imperiale si faceva uso di cosmetici per abbellire il corpo o per correggerne difetti, l’esempio più famoso è costituito dai nei artificiali, inoltre, si faceva uso delle creme depilatorie e delle maschere di bellezza notturne.  Tutto il necessario cosmetico veniva preparato fresco da schiave specializzate le cosiddette cosmetae.  Tra paste e infusi vari ottenuti dai testicoli di toro o coccodrillo si giunse alle terme di Caracalla, un vero e proprio apogeo della cosmesi dell’antica Roma.  Con la caduta dell’impero romano, l’arte della cosmesi andò evolvendo con le crociate, i viaggi di Marco Polo, i commerci delle repubbliche marinare, e con le nuove scoperte geografiche e scientifiche come la stampa, con cui si iniziarono a scrivere veri e propri trattati.

In tale periodo con l’eredita’ lasciata dalla Roma antica, l’Italia si caratterizzò anche nell’esportazione di cultura cosmetica specialmente con Cateria dè Medici. In questo periodo cominciò la trasformazione della cosmetica da alchimia medioevale in chimica moderna.

Link Sponsorizzati :

Creme di vaniglia o cacao, nei, parrucche, profumi ricercatissimi sono soltanto alcuni degli esempi della cosmesi del diciottesimo secolo. In questo periodo, le feste da ballo francesi dovevano costituire uno spettacolo unico per la particolarità del maquillage, delle acconciature, e dei profumi.  Con l’avvento del romanticismo la cosmesi ebbe una trasformazione e si affermò come attività necessaria per il mantenimento di un corpo sano e pulito.  Nacquero i primi saponi dalla forma solida e profumati.

Nel XIX secolo la Regina Vittoria, definì il trucco una maleducazione. Veniva considerato come qualcosa di volgare e usato solo da attori e prostitute.

Dalla Seconda guerra mondiale in poi la diffusione dei cosmetici si fece capillare in tutto il mondo occidentale, anche se vennero proibiti nella Germania Nazista.

Con l’inizio del ventesimo secolo, apparvero nuove espressioni artistiche che ebbero un forte influsso sulla moda e sulla cosmesi per lo più situate in Francia e negli Stati Uniti e, in misura minore, Germania e Giappone. Cosi, la cosmesi, subì un’ulteriore trasformazione dopo quella medioevale, infatti, la crescente domanda di prodotti cosmetici, interrotta soltanto nel periodo nazista, condusse alla nascita di vere e proprie industrie di settore, perciò apparvero personaggi come L’Oreal, Elizabeth Arden, Helena Rubinstaine, Revlon, Coco Chanel entrati di diritto nella storia della cosmesi moderna.


Speak Your Mind

*