Lavorando come consulente di bellezza di una marca molto famosa ho notato che le donne quando parlano di un buon cosmetico si raccontano generalmente in questo modo: – Non mi ricordo la marca ma aveva un buon profumo e un colore bianco cristallino, facile da applicare.. E poi mi sono trovata bene!! Il «poi» io lo trovo un fatto preoccupante!
Un buon cosmetico per essere definito tale, deve ripristinare il fattore di idratazione naturale (NMF) e deve essere dermatologicamente testato con fragranze ipo allergeniche. Ormai da 20 anni, prima di quanto imposto dalle leggi, non si svolgono più sperimentazioni animali su prodotti cosmetici nel’ambito della UE. Tra marzo 2009 e marzo 2013 progressivamente, il divieto si estenderà anche alla commercializzazione di cosmetici contenenti ingredienti testati su animali in paesi extra-UE. Quindi l’indicazione “non testato su animali” appare fuorviante; non è falsa e dunque può essere riportata, ma tutti i cosmetici non sono testati sugli animali! Immaginiamo di entrare in un negozio e leggere il cartello: questa merce non è rubata…
Riconoscere il cosmetico giusto, cioè quello che non contiene ingredienti indesiderati, non è una cosa facile. Fortunatamente l’etichetta dei prodotti per la cura del corpo diventa sempre più leggibile e trasparente, grazie soprattutto agli obblighi introdotti dalla legge europea sui cosmetici. Leggendo l’etichetta, quindi, è possibile verificare la presenza di sostanze indesiderate, a cui potremmo essere sensibili o allergici. In etichetta gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente: più ce n’è, più in alto è l’indicazione; quelli presenti in maggior quantità, che rappresentano circa il 90% del contenuto, si trovano nel primo terzo della lista, il resto rappresenta solo il 10%. Perciò prestate attenzione ai cosmetici a base di principio attivo (sostanza funzionale) di una pianta in quanto faranno parte di questo 10% con un blando risultato benefico!! Quando compriamo un cosmetico badiamo alla confezione, alla quantità di prodotto contenuto, al prezzo, ecc , ma quasi mai ci soffermiamo a leggere la lista degli ingredienti, che è invece il dato più importante.
Come scegliere un buon prodotto cosmetico e quali sono le caratteristiche che occorre tener presente quando si acquista.
Gli specialisti suggeriscono di osservare alcune semplici regole prima di acquistare qualsiasi prodotto cosmetico: innanzitutto occorre effettuare un check up cutaneo e a seguito del risultato, utilizzare un prodotto compatibile con la propria pelle: a tale proposito oggi ci viene incontro la eco-dermatologia, cioè la realizzazione di prodotti compatibili con la pelle e con l’ambiente. In secondo luogo è opportuno leggere bene le etichette dei cosmetici con particolare attenzione al’INCI (International Nomenclature Cosmetic Ingredients) che evidenzia le sostanze che realmente compongono il prodotto e assicurarsi di non essere allergici a qualcuna delle sostanze descritte.
Inoltre la scritta “Naturale” non significa salutare, ma solo che deriva direttamente da estratti di piante con una vita molto limitata, se non ben conservati, con un’ulteriore rischio di reazioni indesiderati dovuto alle essenze e/o profumi in particolare se utilizzato nelle zone delicate come contorno occhi, labbra.
L’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) è l’elenco degli ingredienti cosmetici espresso secondo una nomenclatura standard che la case cosmetiche sono obbligate a riportare sulla confezione di ogni prodotto.
Questo perché molte sostanze chimiche hanno un nome tradizionale, che per definizione, può cambiare da una nazione ad un’altra; esiste poi, la nomenclatura cosiddetta commerciale in cui una sostanza conserva il nome che gli è stato dato dal’azienda che per prima l’ha introdotta sul mercato ed esiste poi una nomenclatura ufficiale quindi la confusione che ne deriva è grande; ciò ha spinto il legislatore ad introdurre un sistema ufficiale di nomenclatura per le materie prime cosmetiche.
Come ho scritto in precedenza gli ingredienti vengono inseriti nel’INCI in ordine di abbondanza e già questo potrebbe essere punto di riflessione; possiamo trovare per esempio due cosmetici della stessa tipologia (ad esempio una crema per le mani) al’olio d’oliva. In una formulazione l’olio figura ad esempio al terzo posto, nel’altra al sesto: questo vuol dire che molto probabilmente nel secondo prodotto c’è così poco olio d’oliva che di fatto la nostra pelle neanche se ne accorgerà…magari se ne accorge soltanto la nostra tasca! Quello che in campo farmacologico viene definito principio attivo, nei cosmetici si chiama sostanza funzionale; nel caso riportato, l’olio d’oliva costituisce la sostanza funzionale. È chiaro che per manifestare i suoi effetti una sostanza deve essere presente in una certa concentrazione e se si usa una concentrazione più bassa è come se non l’avessimo usata per niente.
Spesso si pensa che se un ingrediente è autorizzato, cioè non espressamente vietato da un legge, sia innocuo. Invece no! Anche se spesso contenuti in piccole percentuali, ci sono ingredienti che possono causare allergie, brufoli, comedoni o peggio tumori.