I Glifi Maya del Destino
Se vi ricordate, un po’ di tempo fa abbiamo parlato del calendario maya, descrivendone brevemente i cicli e il funzionamento. Ora vorrei approfondire, parlandovi dei primi due cicli: il Ciclo Haab e il Ciclo Tzolkin. Innanzi tutto però dobbiamo capire come Maya intendevano il tempo, in modo molto diverso da noi. Per loro il tempo era molto di più della misurazione di un giorno, un mese o un anno. Il tempo è un ciclo sacro a cui tutti sono sottoposti, dagli uomini, al pianeta, alla Galassia fino all’intera creazione. Per i Maya non c’erano l’inizio o la fine, ma semplicemente cicli che si ripetevano, passavano e tornavano, quindi per loro il concetto di passato e futuro era irrilevante. Il passato torna diventando il futuro, il futuro è già qui.
Il calendario maya è basato sul ciclo Haab, cioè il calendario annuale solare, che è composto da 18 mesi di 20 giorni ciascuno, più un periodo addizionale di 5 giorni. Il giorno del capodanno, per i maya, corrisponde al nostro 26 luglio. Dentro il Ciclo (o calendario) Haab c’è un’ulteriore ciclo; lo Tzolkin.
Lo Tzolkin è il calendario sacro dei maya, usato dai sacerdoti per le funzioni religiose e anche dai cittadini comuni per stabilire quando fosse più o meno conveniente pregare un dio piuttosto che un altro o per fare qualche offerta che, contrariamente a ciò che si crede erano per lo più frutta e verdura, oppure trofei di caccia… i sacrifici umani meriterebbero un discorso a parte, che esulano dal proposito di questo post. Lo Tzolkin (conteggio dei giorni) è composto da 260 giorni solari e simboleggia, anzi indica, la variazione della pulsazione dell’energia vitale che il Dio Sole, Kinich Ahau, sparge sulla Terra e sui suoi abitanti. Queste proporzioni sono determinate infine, aggiungendo le pulsazioni delle armoniche orbitali di Venere, Marte e della Luna.
In lingua maya, il giorno si dice K’in ed è usato per il conteggio giornaliero del calendario. Il K’in è composto da tre parti principali: 13 toni di creazione, 20 glifi solari e 4 armonie. I K’in sono organizzati in serie di modelli di 260 (260 K’in appunto, 260 giorni del Ciclo Tzolkin), nei quali sono costantemente ripetuti 4 colori armonici; il Rosso, il Bianco, il Nero e il Giallo, attraverso 13 toni e 20 glifi solari, (13×20=260).
Come detto precedentemente il punto iniziale del Ciclo Haab, il capodanno maya, cade il 26 luglio. Questo giorno onora la Stella Sirio che, nel giorno di capodanno, accoglie il Dio Sole all’inizio del nuovo giorno, sorgendo sulla Piramide del Serpente, a Chichen Itza mentre il sole sorge sul Monte Haleakala a Maui (la Casa del Sole in hawaiano) in questo modo si celebra l’incontro di Sirio con il Sole e l’unione tra passato, presente e futuro.
Per la maggior parte di noi, il tempo è solo un’unità di misura, un numero per registrare un certo evento, dei record o una corsa. Ma più di un mero strumento di valutazione il tempo è una chiave preziosa per comprendere la Creazione. Per i maya il tempo era visto come un modo per comprendere e sperimentare la propria realtà e ci hanno lasciato un vero e proprio calendario galattico/terrestre, una creazione unica.
Tornando allo Tzolkin (il calendario sacro dei maya) era una misurazione temporale basata sui numeri 20 e 13. Il 20 è rappresentato dai Glifi Maya e il 13 incorpora i tredici Toni di Creazione. Il numero 20, per i maya, è il numero divino che personifica la dualità essenziale (2) del piano fisico e le sue manifestazioni attraverso lo spirito (10). In altre parole lo spirito è entrato nel karma fisico di questo piano e lo trascende. È una relazione sacra, che si moltiplica per diventare Uno con la sua vera essenza, o 2×10=20. I venti Glifi Solari sono l’essenza dello Spirito che diventa Uno con il Fisico e va oltre.
Il 13 simbolizza il santo ciclo della Creazione Fisica. Il Creatore ha creato la fisicità in 13 passi. Il 13 rispecchia la manifestazione di tutte le cose nella fisicità. Il ciclo di 20 glifi si muove attraverso la fisicità, usando la serie di informazioni di energia dei 13 toni (praticamente ad ogni glifo corrisponde un tono, l’associazione tra glifo e tono produce il Glifo del Destino). Ogni tono è una rappresentazione di ciascun punto delle tredici parti di ciclo, necessario per manifestare la realtà fisica.
Nel corso di questi post, vedremo due importanti serie di principi che riguardano il numero 13 e 20 e il loro uso nello Tzolkin e nell’Haab. Intendo anche insegnarvi quanto più è possibile riguardo l’essenziale significato di questi precetti. Tenete in mente che per comprendere ilsignificato di questi elementi divini, bisogna comprendere il punto cruciale di questa trattazione…
Come abbiamo detto, il tempo galattico-terreno è espresso nel calendario maya in modo leggermente modificato. Procediamo dai segmenti più piccoli e andiamo verso quelli più grandi. Nella sua forma il calendario rispetta lo svolgimento della creazione fisica dal microcosmo al macrocosmo. È importante avere una comprensione di base di questi principi, cominciamo a guardare più attentamente ai venti Glifi Solari, diventando più familiari con ognuna di queste forme, colori (armonia) e significato tradizionale. Queste sono le basi del K’in e regolano il modo in è costruito il calendario.
Studiando i venti Glifi Solari, vediamo che sono divisi in quattro differenti colori, o armonie. Nella creazione certe parti (armonie) dello spettro sacro sono essenziali alla visualizzazione delle azioni future. Le quattro armonie – Rosso, Bianco, Nero e Giallo – ne seguono il ritmo, praticamente ogni colore rappresenta una fase di un impulso evolutivo del e nel tempo.
Capodanno Maya
28 ottobre 2011 By Leave a Comment