La bufala del vaccino anti influenzale
La maggior parte delle persone non si ammala con il virus influenzale,
ma con i virus para- influenzali:
CORVELVA: chi si vaccina è coperto solo in piccola parte delle sindromi comunemente dette influenzali: non è coperta dalle sindromi simil – influenzali causate dai virus: virus parainfluenzali, adenovirus, sono circa 300 ceppi. (Adenovirus: è’ un gruppo di virus alcuni dei quali provocano diverse malattie acute febbrili caratterizzate da infiammazione delle mucose respiratoria ed oculare, con iperplasia dei tessuti linfatici regionali e della sotto mucosa” – tratto da Manuale Merck ed. 1995 pag. 206) Pneumovirus, echovirus [ "il virus A dell'influenza è la causa singola più frequente di influenza. Altri virus responsabili di sindromi influenzali sono il virus dell'influenza B, i paramixovirus, gli pneumovirus e raramente i rinovirus e gli echovirus" tratto da Manuale Merck ed. 1995 pag. 201].
Questi dati non vengono normalmente diffusi, siamo sicuri che ne comprenderete il motivo: per sapere se uno ha il “virus influenzale” oppure una sindrome influenzale bisogna eseguire un esame sierologico. Sono stati esaminati 4.357 campioni di sangue di persone con una sindrome influenzale nell’annata 2002-2003 (Ministero della Salute Circolare 5 prot. 400.3/17V/4093) di questi ben 535 erano positivi al virus influenzale, che corrispondono al 12,27%. Da questo dato capite “l’importanza della vaccinazione”, considerato che l’87,73% aveva solamente una sindrome influenzale. Per l’annata 2003-2004,(www.ministerosalute.it/promozione/malattie/influenza.jsp?lista=0) gli esami sono stati ridotti (bisogna risparmiare, non per la campagna vaccinale) 2940, anche in questo caso il 13,40% aveva il virus influenzale, cioè 394 persone, mentre l’ 86,60% aveva la sindrome influenzale.
Non vi preoccupate se i dati sono vecchi, non ci sono grosse variazioni nel tempo.
Ci siamo posti una domanda: quante di queste persone esaminate erano “adeguatamente” vaccinate?
Leggete cosa scrive il Ministero della Salute, nel 2009 poco prima dell’ennesima bufala dell’influenza SUINA, tramite l’Agenzia Italia del Farmaco (AIFA),
CO.R.VE.L.VA. : questa rivista veniva stampata dal Poligrafico dello Stato e inviata gratuitamente a tutti i dottori in Italia, ci chiediamo quanti dottori abbiano letto questo articolo uscito prima della BUFALA dell’influenza suina.
BOLLETTINO D’INFORMAZIONE SUI FARMACI
Studi sui vaccini influenzali e finanziamenti
BIF XVI N.1 2009 | AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO
Intervista a Tom Jefferson* (sito di Jefferson: www.attentiallebufale.it)
*Cochrane Vaccines Field, ASL 20, Alessandria, Italia
Tra gli studi sull’efficacia dei vaccini influenzali quelli sponsorizzati dall’industria hanno una probabilità maggiore di essere pubblicati su riviste con impact factor più alto. DAL BMJ
La qualità di un trial clinico rappresenta una conditio sine qua non per la pubblicazione su una rivista ad elevato impact factor? E viceversa, l’impact factor è un parametro sufficiente a garantire la qualità del lavoro pubblicato? Una risposta a queste domande si può trovare in una revisione sistematica condotta da un gruppo di ricercatori italiani della Cochrane Vaccines Field, finanziata dalla Regione Piemonte, e pubblicata sulla rivista British Medical Journal°.
Abbiamo intervistato sull’argomento Tom Jefferson, uno degli autori della revisione.
°Jefferson T, Di Pietrantonj C, Debalini MG, Rivetti A,
Demicheli V. Relation of study quality, concordance, take home message, funding, and impact in studies of influenza vaccines: systematic review. BMJ 2009; 338: b354.
Parliamo dell’articolo uscito sul British Medical Journal a febbraio, giudicato addirittura “sovversivo” dal quotidiano inglese The Guardian, in un articolo di commento. Prima di parlare del metodo che avete seguito nella ricerca, qual è stata la ragione per cui vi siete imbarcati in questo studio? Avevate forse dei sospetti sull’editoria scientifica?
Il movente principale dello studio, il razionale, era la curiosità, come al solito: cercare di capire come mai a fronte di prove di efficacia scarse o assenti e una valutazione di sicurezza deficitaria, i vaccini influenzali sono diventati una specie di “vacca sacra” nel giro di una decade. Anche nonostante un crollo completo della mortalità – non per influenza – ma mortalità relativa all’influenza (ad esempio broncopolmonite) osservato dal 1945 a oggi in America. È un argomento che ci affascina perché, come i lettori sapranno, noi abbiamo fatto diverse revisioni Cochrane su questo argomento avendole successivamente aggiornate: e nonostante questi dubbi sulla validità delle prove scientifiche su questi vaccini, perplessità che ora stanno diventando crescenti nella comunità scientifica, governi, media, key opinion leaders (vale a dire quindi quei “personaggi” che si vedono e si sentono sui media e che discettano sull’argomento) continuano tranquillamente a raccomandare l’uso di questi vaccini senza neanche chiedersi come è possibile farlo in assenza di prove scientifiche. Ci saranno dei motivi? Disponiamo, nel Cochrane Vaccines Field che è presso la ASL di Alessandria ed è finanziato in parte dalla Regione Piemonte, di una banca dati di studi estratti di tutte le indagini sul vaccino influenzale dal 1948 ad oggi.
Che metodo avete seguito per svolgere lo studio?
Quando si identifica uno studio per l’inclusione in una revisione sistematica, lo si sintetizza, si cerca di capire che intendono dire gli autori, quali sono i problemi presenti nello studio e poi si estrae tutta una serie di informazioni; ad esempio la relazione interna tra le varie sezioni del lavoro (obiettivi, metodi, risultati e conclusioni) e altre particolarità della ricerca, ad esempio chi lo ha finanziato. Abbiamo messo in relazione tutto questo, poi esplorato tutte le variabili incrociandole con un’altra variabile fondamentale, e cioè dove erano stati pubblicati questi studi e quanto erano stati citati: “dove” vuol dire in che tipo di giornale, quale impact factor e che livello di citazione seguente alla pubblicazione avevano ottenuto gli articoli.
Cosa avete trovato?
Che si trattasse nel 96% dei casi di studi di bassa o infima qualità non era per noi una sorpresa perché li avevamo quasi già letti tutti in precedenza. Allo stesso modo, era prevedibile che nella maggior parte di questi studi ci fosse una relazione tra bassa qualità metodologica dei lavori e positività dei risultati nei confronti dei vaccini (in altre parole: più lo studio è scadente migliori sono i risultati per i prodotti). Ancora: tutto secondo le previsioni anche nella relazione tra conclusioni trionfalistiche e il fatto che fossero finanziati dall’industria. Queste erano tutte cose che erano già state viste in altre aree dello scibile biomedico.
Quindi, tutto secondo i programmi…
Niente affatto: la vera sorpresa ha riguardato il fattore di impatto e il fattore di citazione: a parità di numerosità campionaria e a parità di qualità metodologica, gli studi finanziati dall’industria erano pubblicati su riviste che avevano un impact factor significativamente più alto di quelli non finanziati dall’industria. Questo dato era costante anche dopo aver tolto di mezzo il 24% degli studi che non aveva dichiarazioni di finanziamento. Quindi è una relazione fortissima. Per la citazione è lo stesso: più alto è il fattore di impatto, più alta è la citazione, quindi anche la citazione è determinata soprattutto da chi paga per la ricerca e non dalla sua qualità. Ed è questa ultima conclusione che il Guardian ha considerato sovversiva.
Chiaramente, in uno studio di questo genere, la parte conclusiva è dedicata a quelle che sono le possibili interpretazioni. Siamo nel dominio però, appunto, delle interpretazioni soggettive, sebbene basate sulle evidenze. Allora, cosa avete dedotto? Quali sono le vostre conclusioni rispetto a quello che avete trovato?
Vorrei invitare i lettori del Bif a ricordare che se voi vi aggiornate, seguite le riviste primarie, le fonti secondarie consultando le sintesi degli articoli originali, ma individuando ciò che vi interessa soltanto sulla base deltitolo e poi leggendo l’abstract e magari non tutto ma solo la parte finale, ricordatevi che qualcun altro ha già tenuto conto di queste vostre abitudini. “Qualcunaltro” ha già capito che voi andate a leggere soltanto le conclusioni di un articolo e ha sovvertito, sta sovvertendo sistematicamente la letteratura biomedica internazionale per indurvi a conclusioni sbagliate. Altra cosa da segnalare è che le nostre osservazioni relative ai vaccini influenzali sono state replicate dopo qualche mese da un’altra banda di “sovversivi” psichiatri e psicologi inglesi che hanno usato il nostro stesso metodo per verificare gli studi nel campo degli interventi per la disassuefazione dal fumo.
E che cosa hanno trovato?
La stessa cosa: che c’è una relazione tra chi finanzia la ricerca e dove viene pubblicata, e naturalmente una relazione anche fra le stime di effetto; relazione che noi non abbiamo trovato perché era tutto per lo più di bassa qualità.
Alcuni commenti sostengono che voi intendiate mettere in dubbio la credibilità delle più autorevoli riviste di medicina…
Questa è un’interpretazione. C’è anche un’interpretazione alternativa: che queste riviste di medicina più famose a più alto fattore di impatto sono nel contempo vittime, perché sono i target di questa sovversione dovuta a pressioni economiche e commerciali.
Nel senso che sono molto corteggiate dalle industrie farmaceutiche perché tanto maggiore è la loro visibilità tanto più promettente è il risultato, l’esito di una pubblicazione su queste pagine?
Assolutamente. E poi il nostro bravo informatore farmaceutico porta in giro gli estratti che l’azienda si fa fare: un milione di estratti in tante lingue che vengono pagati in maniera molto profumata dall’industria. Sono servizi esplicitamente pubblicizzati sui siti web delle multinazionali dell’editoria scientifica. “Reprints”, tradotti nella lingua target, come dicono loro.
Quindi il vostro sospetto è che tanto più ampio è il business che deve sostenere una casa editrice, tanto maggiore è la tentazione di cedere alle lusinghe di chi intende fare dell’informazione scientifica un mercato?
Forse, e la conclusione si può riassumere in una sola frase: state attenti alle bufale.
Conferma delle bufale
Tratto da il granulo n 18
Che la presunta efficacia dei vaccini anti- influenzali fosse espressione di un’abile campagna pub- blicitaria è da tempo motivo di discussione. Vari studi, condotti da ricercatori NONOMEOPATI, dati alla mano, avevano dimostrato che la capacità di dare protezione fosse molto più modesta di quella affermata dai sostenitori del vaccino. Pochi mesi fa una metanalisi basata su studi effettuati negli ultimi 40 anni, realizzata da Michael Osterholm dell’Università del Minnesota (USA) e pubblicata su Lancet Infectious Diseases,era giunta alla conclusione che il vaccino antinfluenzale più usato negli USA, il trivalente inattivato (TIV) ha un’efficacia solo del 59% in adulti sani. Lo stesso Osterholm aggiungeva ‘’Le prove che i vaccini oggi in uso offrano una costante alta protezione non sono esaustive, soprattutto per individui a rischio complicanze e per gli over-65“. Una recentissima pubblicazione online su Arch Intern Med. del 27 Febbraio 2012 conferma l’affermazione appena citata: la validità del vaccino anti influenzale per persone di età superiore a 65 anni è ampiamente sovrastimata. Gli Autori Wong e colleghi, patrocinati dal Canadian Institutes of Health Research e dall’Institute for Clinical Evaluative Sciences, utilizzando tecniche statistiche raffinate, hanno analizzato i dati riguardanti quasi 13 milioni di canadesi, di età superiore a 65 anni, nell’arco di 9 stagioni influenzali, dal 2000-01 al 2008-09. Delle persone considerate, oltre 7 milioni (il 58%) erano stati vaccinati. Si sarebbe registrata una riduzione della mortalità per influenza tra i vaccinati di solo 6% (sei%), statisticamente insignificante.
Quindi, utilizzando tecniche statistiche che riducono al minimo l’interferenza di pregiudizi interpretativi, la vaccinazione anti influenzale risulta non associata a riduzione di mortalità né a riduzione di ospedalizzazione per polmonite e influenza nella stagione post-influenzale. Gli Autori
concludono: “These findings suggest that the protective effect of the vaccine is much smaller than previously thought” (I risultati suggeriscono che l’effetto protettivo del vaccino è di molto inferiore a quanto si pensasse prima), anche se si affrettano ad aggiungere che, malgrado quanto da loro
dimostrato, non bisogna modificare i piani vaccinali per anziani fino a quando non si saranno accumulate altre prove della loro inutilità.
Lo stesso anno 2009 bisogna ricordare l’ennesimo clamoroso errore della Baxster:
Tratto da il granulo n 18
Di tanto in tanto spunta la leggenda metropolitana che questo o quel virus dell’AIDS, della SARS, dell’influenza, sia stato preparato nei segreti laboratori di qualche superpotenza e poi, sfuggito ai controlli (o deliberatamente liberato), abbia provocato epidemie disastrose. Materiale per romanzi e film terrorizzanti. La notizia, però, stavolta è ufficiale tanto da far scattare l’allarme rosso nelle stanze della Casa Bianca. Di che si tratta? Procediamo con ordine. Esiste un virus dell’influenza aviaria – H5N1 (famiglia H5), questi i suoi dati anagrafici, individuato a Hong Kong per la prima volta nel 1967: provoca l’influenza nei polli e, in 45 anni, ha provocato soltanto 600 casi accertati d’influenza umana, con quasi il 50% di morti. In altre parole, un virus solo potenzialmente pericoloso per l’uomo ma che, per mezzo secolo, aveva saggiamente deciso di non fare il salto di qualità: cioè si accontentava dei polli e disdegnava l’uomo. I ricercatori dell’Erasmus Medical Center di Rotterdam (Olanda), guidati da tal Ron Fouchier e dell’Università of Wisconsin- Madison (USA) guidati da tal Yoshihiro Kawaoka, non hanno retto l’affronto e, usando finanziamenti federali americani, hanno deciso di sottoporre il virus a manipolazione genetica per poterlo rendere pericoloso per il furetto. Il furetto è un mammifero che, rispetto ai virus dell’influenza, si comporta in modo molto simile all’uomo ed è un animale facilmente utilizzabile in laboratorio (al contrario del maiale, altro mammifero simile all’uomo per aspetti fisiologici, non solo metaforicamente!), per cui, i dati ricavati dal furetto possono essere trasferiti all’uomo, in maniera più o meno attendibile: quindi, se riesco a trasformare un virus innocuo in un killer per i furetti, probabilmente avrò ottenuto un potenziale killer anche per l’uomo. La tragica notizia è che ce l’hanno fatta, hanno raggiunto l’obiettivo, pericoloso! Perché questo virus trasformato adesso è diventato potenzialmente capace di provocare epidemie mondiali, se riuscisse a fuggire dai laboratori in cui per ora è tenuto prigioniero o se qualcun altro, con più tenebrose intenzioni, riuscisse a replicare l’esperimento in altri laboratori. Infatti, gli orgogliosi ricercatori hanno deciso di rendere pubbliche le procedure per ottenere la mutazione letale del virus: insomma, una specie di ricetta fai-da- te per rendere possibile a chiunque di ripetere il loro esperimento (si fa per dire: occorrono pur sempre preparazione adeguata, l’attrezzatura necessaria e denaro per farlo). Alla Casa Bianca sono saltati sulla sedia, ai collaboratori del povero Obama si sono drizzati i capelli in testa. “C’è il pericolo che i terroristi li utilizzino per scatenare catastrofiche pandemie.” Il NSABB (National Science Advisory Board For Biosecurity, Comitato scientifico consultivo nazionale per la biosicurezza) aveva chiesto di rendere pubblica solo una sintesi e non le procedure complete e proposto la censura degli articoli alle due famose riviste Science e Nature. La patata bollente è passata all’OMS, che a gennaio 2012, ha deciso di rinviare di due mesi la decisione definitiva, anche se l’orientamento prevalente sembra essere quello di “consentire la pubblicazione dopo attenta valutazione dei rischi …” Questa sarebbe la dichiarazione di Ron Fouchier: “È necessario che i risultati delle ricerche siano pubblicati interamente nell’interesse della medicina mondiale; i rischi che le informazioni cadano nelle mani dei terroristi sono molti limitati.” (fonte: Arturo Zampaglione – Supervirus, schiaffo degli scienziati a Obama. “Pubblicheremo le ricerche sulla variante umana dell’aviaria”. Gli USA: pericolo terrorismo – la Repubblica, domenica 19 Febbraio 2012, pag.19) Nell’interesse della medicina mondiale, la scienza, ha la viscida consistenza dell’ipocrisia. La prima ovvia domanda che viene in mente è: “Perché andare a disturbare un virus innocuo che se ne sta per fatti suoi?” La risposta è, purtroppo, una tragica conferma a quale tipo d’interessi muova gran parte della ricerca in Medicina. La leggiamo, riportata nell’articolo di Repubblica sopra citato, nella dichiarazione di tal Anthony Fauci, esperto americano di Aids e malattie infettive: “Secondo il gruppo (22 esperti di biosicurezza dell’OMS che hanno deciso la pubblicazione della ricerca) i rischi terroristici sono inferiori ai vantaggi che possono derivare dalle ricerche in termini di vaccini preventivi e farmaci anti-virali”!!!!!! La motivazione puramente economica è confermata in altro articolo firmato Palese e Wang (1) dove testualmente si legge: “…la necessità di continui sforzi di sorveglianza sul virus H5N1 è chiaramente rinforzata da questi due studi (riferimento ai lavori sopra citati) così come lo è l’importanza di continuare a sviluppare vaccini e farmaci contro i virus H5”. Strano che ai due sfugga l’evidente contraddizione con quanto scrivono poche righe dopo: “È ben noto che i virus H5 sono circolati tra il pollame per almeno 50 anni (probabilmente per molto di più) … malgrado i frequenti contatti tra esseri umani e gli animali ospitanti il virus, malgrado la propensione di questi virus a mutare, ceppi capaci di provocare la malattia nell’uomo non sono mai venuti fuori. Infatti, nell’uomo, i soli virus dell’in- fluenza circolati nel corso degli ultimi cento anni appartengono ai sottotipi H1, H2 e H3: ciò suggerisce che gli altri sottotipi molto difficilmente in natura diventano capaci di provocare malattia nell’uomo”. E allora torniamo alla domanda: perché crearlo volutamente in laboratorio? Perché così potremmo capire meglio come questi virus H5 possono colpire l’uomo? Ma se c’è evidenza che sono pochissimo pericolosi: migliaia e migliaia di casi stimati risoltesi con un po’ di raffreddore, solo 600 finiti in sindrome respiratoria influenzale con 300 morti che erano persone viventi in pessime condizioni igieniche ed esposti a cariche virali da stroncare un dinosauro. Perché grazie a questi studi potremmo fabbricare vaccini efficaci? Ma se i vaccini anti-influenzali sembrano essere una bufala! (leggere altri articoli in questo numero), considerato che i virus influenzali – quelli capaci di colpire l’uomo – mutano in continuazione……………,
Semplicemente perché oggi abbiamo i mezzi tecnici per farlo (manipolazione genetica)? Perché la scienza non deve conoscere ostacoli, come un bambino capriccioso e viziato? Anche quando la motivazione principale non sembra essere proprio eticamente condivisibile pur se ipocritamente rivestita delle migliori intenzioni possibili per il bene dell’umanità. Anche quando sembra esserci evidenza che una certa ricerca medica è voluta e indirizzata dall’interesse di case farmaceutiche, che mirano al budget aziendale e al tornaconto economico, col rischio di costringere milioni di persone, specialmente se in buona salute, a ingurgitare i loro prodotti. C’è poco altro da aggiungere. Quando è l’ingordigia a guidare le azioni degli scienziati non c’è comitato di bioetica che regga. E noi comuni cittadini, possibili vittime della folle avidità di pochi, dobbiamo limitarci a inviar loro il romanissimo, poco elegante ma meritatissimo “…li mor…” ? Beh, un po’ poco, bisogna pretendere molto di più, iniziando a prendere coscienza sul come, non di rado, veniamo volutamente disinformati riguardo l’efficacia solo ipotetica di terapie farmacologiche abilmente pubblicizzate, anche da compiacenti e ben ripagati medici, come i più moderni ritrovati della ricerca scientifica in campo medico.
1. Peter Palese, Taia T. Wang – H5N1 influenza viruses: Facts, not fear – PNAS,
February 14, 2012, vol. 109, n.7, 2211-2213 (Gli Autori lavorano press il Dipartimento di
Microbiologia e Medicina della Mount Sinai School of Medicinedi New York).
LIBERALENEWS Aprile ‘09 03 Paolo ci invia… Oops … mi è scappato il virus
Questi giorni mi è arrivata una notizia di quelle che hanno dell’incredibile, che sembra una di quelle bufale che ogni tanto girano su internet. In effetti aveva tutto l’aspetto di un pesce d’aprile anticipato, non solo per il contenuto che ti rifiuti di credere per il quieto vivere, ma anche per la completa assenza di questa notizia sui mass media, non solo in Italia. Sembra impossibile che non sia apparsa nessuna notizia di un fatto di tale gravità, tra l’altro non successo in Africa, ma in Austria e nella Repubblica Ceca. Siccome mi piace smascherare le bufale sono andato a cercare notizie a riguardo. Con una ricerca abbastanza generale ho trovato la notizia solo su alcuni siti di controinformazione che generalmente sono i primi a cadere nelle trappole delle bufale ben costruite. Ma siccome volevo essere sicuro ho fatte varie ricerche approfondite e cosi l’ho trovata in qualche giornale di provincia della Repubblica Ceca, dell’Austria e di altri paesi, in un’interrogazione al Parlamento Austriaco e, questo è veramente curioso, nel prestigioso giornale Financial Times, pubblicato dopo un “inspiegabile” calo del valore delle azioni della multinazionale coinvolta. La notizia è questa: la filiale austriaca della multinazionale Baxter ha inviato campioni del virus influenzale stagionale H3N2 inquinati con il virus vivo dell’aviaria H5N1 a svariati laboratori in tutto il mondo. Il fatto è accaduto all’inizio dell’anno, ma solo a metà febbraio il laboratorio Biotest (Repubblica Ceca) si è accorto dell’inquinamento dopo la morte inspiegabile dei furetti su cui stavano facendo dei test con il materiale fornito dalla Baxter. Il virus vivo dell’aviaria non sarebbe stato soltanto capace di causare una pandemia, ma avrebbe potuto incrociarsi con il virus stagionale con cui era mescolato, unendo l’alta infettività del H3N2 con il carattere letale del H5N1. Dopo un lungo silenzio la multinazionale ha ammesso un inquinamento accidentale. Accidenti a loro! Tuttavia sono in diversi a chiedersi se era veramente accidentale. Anche perché tutti sanno che una pandemia può svilupparsi solo se il virus dell’aviaria si combina insieme a un virus influenzale umano, perciò l’unica cosa a cui dovevano stare attenti era non mescolare i virus. I laboratori che maneggiano virus come quello dell’aviaria hanno misure e protocolli di sicurezza tali che è praticamente impossibile che “scappi” un virus. Fa pensare anche il fatto che la stessa Baxter ha ottenuto l’anno scorso dalla CE la pre-autorizzazione per il vaccino CELVAPAN che è il primo che permetterebbe in caso di pandemia di produrre un vaccino efficace in poco tempo, a differenza dei vaccini tradizionali che richiedono mesi. Naturalmente il Celvapan verrebbe autorizzato subito in caso di pandemia. Certo, in questo momento di crisi una pandemia sarebbe stata per la Baxter come la manna dal cielo! E’ visto che il virus dell’aviaria in Natura non vuol incrociarsi con un virus umano, forse qualcuno voleva favorirlo.
In ogni caso, che sia successo accidentalmente o intenzionalmente, il buon senso chiederebbe di ritirare la licenza a chi ha rischiato di ammazzare centinaia di milioni di persone. Ma non è successo niente, hanno solo detto di stare più attenti la prossima volta! Insomma, bisogna capirlo, i virus sono così piccoli, possono scappare a chiunque.
In realtà qualcuno che aveva un buon numero di titoli della Baxter ha saputo dell’accaduto e temendo ripercussioni pesanti se la notizia fosse trapelata o peggio se fosse successo qualcosa di grave ha cercato di vendere, perciò le quotazioni sono scese.
E’ comunque strano: se muore un cigno in Turchia di presunta influenza aviaria ne parlano tutti i telegiornali del mondo, ma una multinazionale che diffonde il virus non fa notizia. Certamente bisogna riconoscere le buone intenzioni di chi ha oscurato il fatto: l’avranno fatto per evitare il panico collettivo, stanno sempre molto attenti a non turbare le anime!
Forse è meglio rinforzare il sistema immunitario perché prima o dopo qualche Frankenstein riuscirà a partorire il tanto atteso virus pandemico.
Corvelva: in Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia, e altre nazioni ci sono state interrogazioni parlamentari, che non hanno avuto nessun risultato, in Italia silenzio tombale……..
La Baxster si è giustificata affermando che era successo un errore, cosa impossibile, le procedure previste per questi lavori sono talmente rigide che non permettono tali distrazioni. Considerato questo fataccio con la Baxster dovevano, come minimo, prendere dei seri provvedimenti. Invece ai politici europei e agli organi di controllo le giustificazioni sono state ritenute più che sufficienti, non è finita qui: alla Baxster non è stato neppure ritirato il permesso di continuare con i suoi lavori e non è stata neppure richiamata o multata
Non c’è solo il silenzio tombale dei nostri politici e tecnici ma anche di quelli europei………..
Pochi vi dicono gli effetti collaterali:
Effetti collaterali: dal “Bugiardino” allegato al vaccino antinfluenzale “Agrippal S1″
Effetti indesiderati: Reazioni locali arrossamento, gonfiore, dolore, ecchimosi (lividi), indurimento.
Reazioni sistemiche: febbre, malessere, brividi, stanchezza, cefalea, sudorazione, mialgia (dolore muscolare), artralgia (dolore articolare). Generalmente questi effetti indesiderati scompaiono senza trattamento dopo 1-2 giorni (noi ci chiediamo cosa vuol dire generalmente?)
Effetti osservati raramente: nevralgia (dolore nell’area innervata da un nervo sensitivo), parestesia (sensazione anormale come di bruciore, formicolio, puntura ecc), convulsioni, trombocitopenia (riduzione delle piastrine del sangue) transitoria. Come per tutti i vaccini iniettabili, sono state segnalate reazioni allergiche, che in alcuni casi hanno condotto allo shock; (i sintomi della reazione allergica grave <reazione anafilattica> sono: ipotensione grave e improvvisa, accelerazione o rallentamento del battito cardiaco, stanchezza o debolezza insolita, ansia, agitazione, perdita di coscienza, difficoltà della respirazione o della deglutizione, prurito (specialmente alle piante dei piedi o alle palme delle mani), orticaria con o senza angioedema (aree cutanee gonfie e pruriginose localizzate più frequentemente alle estremità, ai genitali e al viso soprattutto nella regione degli occhi e delle labbra), arrossamento della cute (specialmente intorno alle orecchie), nausea, vomito, dolori addominali crampiformi, diarrea .
Rari casi sono segnalati di: vasculiti con interessamento renale transitorio.
Disturbi neurologici: encefalomielite, nevriti e sindrome di Guillain Barrè (infiammazione del sistema nervoso periferico <polineuropatia> acuta che si manifesta prevalentemente con deficit motori <paralisi>)
Nei bugiardini dell’antinfluenzale, si leggono, i termini “raramente” e “molto raramente” non sono scientifici in quanto non definiscono la percentuale probabile di incidenza delle complicazioni. Il dott. Seal del National Institute of Allergy and Infectious Diseases ha affermato che qualsiasi vaccino antinfluenzale è in grado di provocare la sindrome di Guillain – Barré (una forma di paralisi). Uno studio finanziato e controllato da una commissione del governo americano sull’innocuità di un vaccino antinfluenzale rilevò, nel 1976, “565″ casi di di paralisi di Guillain – Barrè sicuramente correlati al vaccino, come la morte “inspiegata” di 30 soggetti anziani. (Pignatta: Vaccinazioni perché pag. 177)
(definizione presa dal Manuale Merck di diagnosi e terapia – terza ed. italiana: sindrome di Guillain-Barrè: è una forma di polineuropatia infiammatoria acuta, rapidamente progressiva, caratterizzata da debolezza muscolare e lieve perdita della sensibilità nei segmenti distali che inizia nei 2/3 dei casi da 5 gg. a 3 sett. dopo una banale infezione, un intervento chirurgico o una vaccinazione …circa il 30 % degli adultipresentano debolezza muscolare a distanza di 3 anni e tale percentuale è più alta nei bambini” pag.1609-10)
Dalla rivista Medico d’Italia n° 23 del 2 feb. 1992: “il dott. Rossi cardiologo di Novara, citava l’osservazione personale di 13 soggetti di età compresa tra i 55 e i 75 anni affetti da miocardiopatia dilatativa i quali, in condizioni di stabilità clinica e di compenso cardiaco, effettuarono la vaccinazione antinfluenzale. A distanza di 15- 20 giorni, con costante relazione temporale, presentarono scompenso cardiaco grave. Tale complicanza si poteva correlare solamente al vaccino in quanto nessun famigliare aveva presentato sintomi influenzali e non vi era in atto un’epidemia. Vi risulta che ci siano stati studi per smentire questa esperienza?
Il Granulo n° 18 12 Marzo 2012.
Gravi pericoli da vaccini anti influenzali. chi ha fatto almeno 5 vaccini anti influenzali tra il 1970 e il 1980 è 10 volte più esposto al morbo di alzheimer di chi ne ha subito solo uno o due. La poco rassicurante dichia- razione proviene dal dr. Hugh Fudenberg, uno dei leader mondiali in immunologia e genetica (per saperne di più sullo scienziato: http://www.nitrf.org/fudenberg.html). Secondo il dr. Fudenberg il maggior rischio è provocato dalla presenza di alluminio e mercurio che quei vaccini contenevano e dal graduale accumulo di tali metalli nel cervello. come se non bastasse, ha aggiunto che i vaccini influenzali contengono molte sostanze chimiche tossiche che indeboliscono il sistema immunitario provocando effetti opposti a quelli desiderati, come un aumentato rischio di contrarre l’influenza. come se non bastasse, ha aggiunto che i vaccini incidono negativamente su organi interni come il pancreas e il vaccino contro l’influenza stagionale potrebbe sviluppare gravi malattie autoimmuni quali il diabete, il morbo di addison, l’artrite, l’asma, la sindrome Guillian-Barre, l’epatite, la malattia di Lou Gehrig, il lupus ecc ecc.. La sua proposta operativa: poiché i vaccini anti-influenzali non hanno avuto molto beneficio ha raccomandato di evitarli.
Delirio di un competente scienziato o tragica realtà?
Fonte: http://topnews.us/content/231514- world-s-leading-immunologist-condemned-fluvaccination
il granulo
Virus dell’anno precedente:
vi propongono la vaccinazione a ottobre novembre e il ceppo virale lo scoprono a gennaio dell’anno dopo, i vaccini sono preparati molto tempo prima ………..vi fate un vaccino fuori…..moda………
Il caso: Giallo sul ritiro dei vaccini dati segreti per settimane
………………….Un fulmine a ciel sereno, come lo è stato per il ministero della Salute che, fino al 18 ottobre, è rimasto all’oscuro dei problemi di sicurezza che hanno portato allo stop di 3 milioni di vaccini (in aggiunta ai precedenti 2,3 della Crucell).
………….Novartis sapeva delle anomalie di alcuni lotti dall’11 luglio scorso (2012)……..
L’azienda, pur ribadendo che i suoi vaccini sono sicuri e che l’efficacia delle dosi non è comunque compromessa, ha ammesso le proprie responsabilità in ordine dapprima alla mancata e poi all’imperfetta comunicazione all’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) circa i controlli eseguiti su lotti della produzione».
Ma il Ministero della Salute che controlli effettua?
Aspetta che sia la ditta che fabbrica i vaccini a comunicare che ci sono problemi?
Non è la prima volta…………..
GRAN BRETAGNA SOSPENDE LICENZA CHIRON VACCINO ANTI-INFLUENZA [08.10.2004]
(AGI/AFP) – Londra, 5 ott. – Le autorita’ britaniche hanno sospeso oggi la licenza di produzione del vaccino anti-influenzale della Chiron Corporation. Il provvedimento a carico della Chiron, una delle case farmaceutiche piu’ importanti del mondo per la produzione di vaccini anti-influenzali, durera’ tre mesi, “con decorrenza immediata”, come si legge nel comunicato diramato dall’ente governativo britannico preposto alla vigilanza su medicinali e prodotti sanitari, la Medicines and Healthcare Products Regulatory Agency. “Per effetto di questo provvedimento, la societa’ non
potra’ commercializzare alcuna partita del suo faccino anti-influenzale su alcun mercato”, dice il comunicato. Mentre le autorita’ sanitarie britanniche assicurano che la decisione non avra’ ripercussioni sul programma di vaccinazione anti-influenzale in Gran Bretagna, la Chiron Corp. annuncia che non potra’ fornire il vaccino per la stagione influenzale 2004-2005: la Chiron fornisce quasi meta’ dei vaccini anti-influenzali negli Stati Uniti. La societa’ aveva gia’ fatto sapere che aveva fermato la spedizione delle dosi gia’ pronte del suo vaccino FluVirin, perche’ alcuni lotti con quattro milioni di dosi non rispondevano al livello di sterilizzazione previsto dalla normativa. La produzione e’ stata intanto fermata, in attesa di scoprire la causa della contaminazione riscontrata. (AGI)
BI-FARMA, negli Usa, in questi giorni ha pagato 11 miliardi di dollari di multa, senza battere ciglio, per emissione in commercio di farmaci senza autorizzazione e altro……………
L’unico dato certo: rimane il fatto che chi esegue la vaccinazione guadagna
circa 10 euro a iniezione………………
e non è finita! ecco le
ultime novità
Vaccino tedesco sospettato di provocare il cancro
di Günther Lachmann, traduzione a cura di Gabriella Cavallucci
In questi giorni in Germania verrà utilizzato un vaccino contro l’influenza che, pare, potrebbe provocare il cancro. Il preparato viene allevato in cellule tumorali di cane, appositamente preparate. Negli Stati Uniti questo vaccino non è ammesso.
Il fatto che si sospetti che provochi il cancro, l’ha affermato alla stampa il medico e farmacista berlinese Wolfgang Becker- Brüser , sia allo “Spiegel” sia al “berliner Kurier”. Sebbene il tema abbia le potenzialità di un enorme scandalo, è sparito tra le poche righe dei giornali. Motivo per cui riparlarne qui, considerando che il vaccino non è ammesso negli USA.
L’allarme di Becker – Brüser si riferisce al vaccino che viene distribuito con il nome “Optaflu”. L’”Optaflu” è stato autorizzato per la prima volta dall’Ente farmaceutico europeo EMEA nel 2007. In Germania è stato rilasciato dal Paul-Ehrlich-Institut. L’Optaflu non viene allevato come gli altri vaccini soliti, in uovo di gallina, bensì in cellule tumorali di cane, specificatamente preparate. Nei topi con sistema immunitario basso, queste cellule cosiddette MDCK, nel punto in cui sono state iniettate, possono provocare tumori, affermano gli esperti. “ Nelle cellule vi sono ancora rimanenze di geni che possono ancora contenere il cancro”, dice Becker- Brüser, che è anche il capo-redattore della rivista critica “Arznei-Telegramm”.
Il Paul-Ehrlich-Institut controbatte affermando che in tutto il mondo sono già state vaccinate con “Optaflu”oltre 100.000 persone senza aver riscontrato tumori, né a livello locale, né sistematico “. Per togliere qualsiasi dubbio, sono stati visitati 4000 vaccinati. Becker – Brüser riferisce alla rivista “Spiegel” che questo controllo è stato effettuato 6 mesi dopo la vaccinazione. “ Se si vuol escludere completamente il rischio cancro, bisogna tenere le persone sotto osservazione per un periodo molto più lungo”.
Il motivo dell’intervento del medico e farmacista berlinese è il modus operandi della casa farmaceutica Novartis. Poiché pare che Novartis abbia difficoltà di consegna del vaccino classico Begripal, riferisce “Spiegel”, e, con un trucchetto, vuol imporre l’”Optaflu” sul mercato tedesco. La ditta farmaceutica ha stipulato un contratto d’esclusiva con le assicurazioni malati/Cassa malati per i Land (regioni) Amburgo e Schleswig-Holstein. Le casse malati necessitano di 700.000 dosi che però la Novartis non è in grado di consegnare. In sostituzione ha proposto l’”Optaflu”.
Il vaccino è stato sviluppato a Marburg dalla Novartis Behring, la sede tedesca della produzione di vaccini della Novartis Vaccines and Diagnostics. Si tratta del primo impianto a livello mondiale, dove vengono prodotti a livello industriale vaccini contro l’influenza da cellule in vitro. Per la prima volta nella stagione 2007/2008, doveva essere rifornito il mercato tedesco e quello austriaco, riferisce la rivista online “Pharmazeutische Zeitung Online”.
Oltre ad Amburgo e Schleswig – Holstein sembra che anche la Baviera risenta delle difficoltà di consegna della ditta Novartis. Pare sia dovuto al nuovo modo di ordinare, adottato dalle casse malati, che trattano i vaccini antinfluenzali direttamente con le case farmaceutiche. Tuttavia questo modus operandi non viene adottato da tutti i Land (regioni). Nell’Assia invece, i medici e farmacisti ordinano ancora loro i vaccini presso i fornitori ed i produttori
Fonte : http://www.geolitico.de/2012/10/09/deutscher-grippe-impfstoff-unter-krebs-verdacht/