Il potere curativo della febbre

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Il potere curativo della febbre

“Dammi il potere di creare la febbre e curerò ogni malattia!”.

Parmenide, noto e saggio medico dell’antichità.

La febbre di solito è una difesa dell’organismo, contro microbi e virus. Quando l’organismo è invaso da questi microbi o virus si crea innalzamento di temperatura. Questo aumento di calore serve per creare una situazione, per cui questi virus o microbi non trovano più le condizioni per moltiplicarsi e di vivere, l’organismo, quindi ha la possibilità di eliminarli.

 

Da questa considerazione si capisce che non è bene “stroncare” una febbre, questa se mai va gestita, per questo abbiamo ricercato cosa consigliano i naturopati, e la letteratura in argomento e ve lo presentiamo, ognuno fa di questo quello che ritiene opportuno. Bisogna tener presente che una temperatura troppo elevata può risultare pericolosa, oltre i 42° si possono avere lesioni irreversibili alle cellule cerebrali. Nei bambini piccoli, nei primi 9 mesi di vita, una temperatura di oltre: 39° può essere molto pericolosa. In questi casi la temperatura deve essere abbassata!!!.

La febbre che trattiamo in questa ricerca, è quella classica da influenza, senza patologie tipo : tubercolosi, pleurite, polmoniti, e altre patologie.

Riportiamo anche una frase delle nostre nonne: “ el xe cresuo parchè el gà fato ea febre ” “è cresciuto perché ha fatto la febbre”. Si questa è una seria constatazione, la febbre fa crescere il bambino, rafforza il suo sistema immunitario e lo stimola a prepararsi e migliorare i suoi sistemi difensivi contro le infezioni. Non solo una buona febbre rafforza “ l’ io ” del bambino, prende maggior possesso del suo corpo e così trova la sua giusta collocazione in questo mondo.

LA FEBBRE – DEFINIZINE GENERALE, IPETERMIA

Febbre = innalzamento della temperatura corporea dovuto ad alterazione dei meccanismi di regolazione termica dell’organismo e, in particolare alla dissociazione tra produzione del calore e, sua dispersione.

Febbricola = lieve aumento della temperatura corporea; che risulta compresa fra i 37 e 37,5°c, caratteristico di molte condizioni morbose, spesso senza causa apparente, (quali gli stadi iniziali della tubercolosi, le pleuriti, l’ipertiroidismo, alcune malattie infettive, ecc…) questa febbre deve persistere, per riscontrare queste patologie.

La temperatura media del corpo è di 37 gradi centigradi ( 36,9) ma si può affermare che ogni persona ha la sua temperatura, essa può essere compresa tra i 36,5 e 37,5°, in questo caso non rientra nella patologia.

Febbricola = tra i 37,5 e 38°

Febbre leggera = tra i 38°a 38,5°

Moderata = tra i 38,5°_ 39°

Forte = tra i 39-40°

Ipertemia = oltre i 40°

IPERTEMIA

L’aumento della temperatura non va esclusivamente di pari passo con la gravità del caso, specialmente nei bambini, i quali possono presentare una febbre elevata dopo una crisi di nervosismo e magari non avere febbre con un tifo. La febbre ha di solito un punto di minimo risveglio e un punto di massima attorno alle 17.00- 18.00. (ricordarsi dell’ora solare)

Buona regola per misurare la febbre è non mettere il termometro sotto l’ascella, in quanto la sudorazione falsa facilmente i risultati da 1/2 a 1° di meno.

Per avere i risultati più sicuri si deve prendere la temperatura per via rettale, se è possibile, ( emorroidi sono una controindicazione) altrimenti in bocca considerando che c’è una differenza di più 1°.

Bisogna tenere presente che una temperatura troppo elevata può risultare pericolosa, oltre i 42° si possono avere lesioni irreversibili alle cellule cerebrali.

La febbre in sé rappresenta un pericolo per la maggior parte degli individui solo oltre i 41,5 °C.

Solo per 4 bambini su 100 tra i sei mesi e i sei anni una febbre di entità moderata (circa 39°C) può costituire un rischio di convulsioni.

Si tratta quasi sempre di forme benigne, che si risolvono da sole senza conseguenze, ma tendono a ripetersi nella metà circa dei casi.

In 96 bambini su 100 non è necessario né opportuno intervenire subito con i farmaci antipiretici durante la febbre, e ciò vale anche per tutti i bambini sopra i 6 anni.

Come comportarsi in caso di febbre.

Accertato per prima cosa che è solo una fase influenzale si inizia con il dar sfogo al “calore interno” che genera l’aumento della “temperatura”. Una febbre diventa pericolosa quando non ha la possibilità di sfogare. Se noi l’accendiamo una caldaia, creiamo del calore; ma se questa caldaia non ha una canna fumaria e tutto il calore rimane dentro si avranno certamente dei danni alla struttura della caldaia.

Se invece la caldaia ha una buona canna fumaria, cioè uno sfogo, noi possiamo fare molto fuoco, dunque calore ma non avremmo certamente danni strutturali. Così è anche per il nostro organismo, noi dobbiamo portare all’esterno il calore in eccesso che abbiamo dentro e farlo disperdere. In questo modo evitiamo di avere dei danni . I danni di una febbre avvengono a livello cerebrale dunque sono di solito danni molto gravi, lesivi dell’integrità della persona. Per cui diventa importante portare via il calore dalla testa o zona cerebrale. La temperatura della testa deva essere sempre sotto controllo. La febbre si affronta considerando l’età dell’ammalato. A un bambino piccolo è difficile far prendere tisane o altre cose con facilità, per cui molti medicamenti è opportuno siano trasmessi dalla madre tramite l’allattamento. Già l’allattamento materno è di per se un valido aiuto per il bambino.

La febbre è stata trattata , con le terapie naturali, in diverse modalità a seconda dell’epoca e della zona. Molti trattamenti empirici si sono rilevati ottimi rimedi, mentre altri hanno aggiunto problemi ai problemi.

Si espone qui di seguito, come si comportavano le persone di buon senso in caso di febbre

CHE COSA FARE SEMPRE

Fare bere molto e umidificare l’ambiente.

Molti liquidi come: centrifughe di mele (tante) e carote (poche), oppure mele grattugiate, frullati, minestre, acqua e miele, acqua miele e limone, acqua e limone. E’ importante in questo periodo bere.

Solo se c’è appetito adottare una dieta a base di cibi semplici e digeribili come frutta, minestre di verdure, riso o succhi.

Fare frizioni fredde a tutto il corpo (lontano dai pasti) con successivo riposo a letto., per favorire la reazione vasomotoria della pelle, avvolti da coperte più volte al giorno.

Mantenere i piedi caldi ( con borse di acqua calda o massaggi).

Molto utile la pulizia dell’intestino

Tutto ciò normalmente previene, anche nel 4% dei bambini a rischio, le convulsioni febbrili.

INTESTINO PULITO

La prima cosa da fare in caso di febbre è pulire l’intestino. Questa antica e validissima pratica veniva adottata fino a pochi anni fa dai “medici condotti”. Chi non ricorda in caso di febbre la famosa e unica medicina che prescrivevano: “l’olio di ricino”. Un purgante molto potente e di sicuro effetto. Questa pratica è stata completamente dimenticata, seppure ora si possono usare metodi meno cruenti. Ricordo a chi legge queste righe che i “medici condotti” quando venivano contattati perché un bambino aveva la febbre la risposta era molto “saggia”: “intanto lo purghi e domani se ci sono problemi ci sentiamo”, di solito il giorno dopo non venivano chiamati. L’aumento della temperatura corporea, normalmente porta a far sudare il febbricitante. La sudorazione fa eliminare molti liquidi dall’organismo. Pure le feci che si trovano nell’intestino crasso subiscono questa perdita di liquidi e tendono di conseguenza a diventare dure così che la loro eliminazione diventa problematica. Il ristagno delle feci nell’intestino crasso, fa aumentare le tossine nell’organismo. Praticamente l’organismo assorbe delle “sostanze” che ci sono nelle feci perché queste non sono state eliminate. Queste sostanze non sono certamente utili considerando che dovevano essere eliminate. Il tutto si trasforma in un ulteriore aggravamento della situazione, perché l’organismo non deve solamente reagire all’influenza, ma deve usare una parte delle sue risorse per eliminare le “tossine” che provengono dalle feci stagnanti. Dunque il nostro organismo deve, lavorare su due fronti, distogliendo in questo modo energie preziose per superare l’influenza. E’ stato costatato che la pulizia dell’intestino (svuotamento) nella maggior parte delle persone porta una diminuzione della temperatura da ½ a 1° dopo circa 30 minuti.

Il clistere si esegue usando l’enteroirrigatore, tranne che per i bambini piccoli dove si usa la “peretta – schizzetto” a detta di come si vuol chiamare. Per un clistere si usa normalmente acqua, si può fare anche usando delle tisane, come: tiglio o camomilla. Se oltre al clistere c’è bisogno di idratare si aggiunge un pizzico di sale fino. L’acqua del rubinetto contiene di solito: il cloro, e questo non va troppo bene per la parete intestinale. E’ consigliabile filtrare l’acqua, oppure usare l’acqua minerale “quelle in bottiglie di vetro”. La temperatura dell’acqua deve essere di 36°- 37°, si misura con il termometro. La quantità di acqua da usare dipende dalla persona, si ricorda che si può arrivare ai 2 litri.

L’effetto del clistere è stupefacente per febbre alta, mal di testa e diarrea. Il clistere abbassa la febbre alta di circa un grado, in modo che i sintomi che l’accompagnano, come il malessere, lo stordimento, e l’inquietudine, vengono mitigati e il recupero del sonno è garantito.

Il clistere idrata il bambino ( indicato sia se stipsi o diarrea), riduce la temperatura dei visceri (di solito circa 1 grado più elevata della pelle), favorisce il drenaggio “epato – renale” in un momento in cui il corpo ha bisogno di concentrarne le forze contro i virus.

Condizioni per eseguirlo: ambiente caldo, no correnti d’aria, stomaco vuoto.

Tecnica,

Si riempie la peretta di acqua o tisana, avendo cura che non ci sia aria. Il bambino, viene sdraiato sul fianco sinistro a gambe piegate, si applica olio o glicerina nel sedere e nella cannula, poi si inserisce delicatamente. Si spruzza l’acqua con molta delicatezza, si cerca di far trattenere l’acqua per un minuto e poi far scaricare. Se il bambino è piccolo si mette il pannolino e si controlla quando scarica. Nel bambino molte volte con il primo clistere non succede “niente”, perché utilizza l’acqua per idratarsi, basta fare un secondo clistere dopo una decina di minuti e il bambino si libera.

Per chi usa l’enteroirrigatore chiamato anche “sacca” deve avere l’accortezza di considerare l’altezza dove questa viene posta. La sacca deve avere un’altezza di 10 – 20 cm. L’acqua che scende non ha pressione e non crea problemi alla mucosa del colon.

Mai fare un clistere dopo mangiato, in ambiente freddo e se ci sono problemi all’intestino.

Questa metodologia di pulizia, praticata da migliaia di anni in molti paesi, permette all’organismo di fronteggiare con più vigore un’influenza . La maggio parte dei bambini cercano di rifiutare il clistere, ma una volta sperimentati gli immediati benefici, viene preferito ad altre forme di terapia.

Mai dire: “ma il piccolo sta già male lasciamolo stare”, “non gli piace”, “ ha già fatto la cacca” e quant’altro. Vedrete quante “cose” escono e come si rilassa e migliora il suo stato fisico, non è una violenza ma un serio e doveroso aiuto nei suoi confronti. Rinunciate a fare una delle cose più importanti per la sua salute, questo è il momento di agire.

Per i bambini piccoli si usa una “ peretta – schizzetto” da 50 ml, per quelli più grandicelli da 100 ml, per le persone adulte si usa l’”enteroirrigatore” o sacca che contiene due litri.

LA FEBBRE E LE CURE NATURALI

Per affrontare una febbre ci sono molte possibilità, bisogna innanzi tutto rimanere calmi, sempre calmi, solo così si trovano le risposte migliori ai problemi che di volta in volta si presentano.

Erbe: oramai la conoscenza di queste nostre grandi e preziose alleate sta venendo meno. Ben pochi conoscono e vanno a raccogliersi queste preziose sostanze. Per inciso queste dimenticanze stanno influendo anche sulla nostra economia famigliare. Ci sono varie possibilità per assumere i principi attivi delle piante utili al nostro organismo: l’infuso, la tintura madre, il macerato glicerinato, l’estratto secco e gli olii essenziali. L’infuso è alla portata di tutti, mentre per le altre estrazioni bisogna avere un po’ di conoscenza ed esperienze per farsele.

Infuso: per 1 tazza normale, versare l’acqua bollente su un cucchiaino da te di erba scelta. La tazza in ceramica e con il coperchio. Lasciare riposare coperto l’infuso per 10 minuti. Filtrare, e servire. Si può nella maggior delle volte dolcificare con miele. (non usare miele di castagno, altrimenti sa da sapone)

Infuso: fiori di tiglio, buono contro qualsiasi malattia febbrile. Questo trattamento dell’influenza, stimola il metabolismo e la sudorazione espellendo così la malattia. Dev’essere bevuto il più caldo possibile, e può provocare un innalzamento della temperatura corporea del quale non bisogna assolutamente spaventarsi. Se la febbre è già inizialmente molto alta, si prepari un infuso più debole e si beva tiepido. In presenza di tosse forte durante l’influenza si possono mescolare alle infiorescenze farfaro o timo. L’infuso di fiori di tiglio è eccellente anche nella profilassi contro le malattie da raffreddamento, specialmente per i bambini soggetti frequenti infezioni.

Normalmente si dà ai bambini da mezza fino a una tazza di infuso da tre a cinque volte al giorno. Se l’infuso, in presenza di febbri altissime, dev’essere meno forte, è sufficiente raddoppiare la dose d’acqua.

Infuso: fiori di sambuco, è il più indicato, dopo l’infuso di tiglio, con il quale può essere mescolato, in caso di raffreddore. Preparazione e somministrazione: un cucchiaino di fiori per un quarto di litro bollente, filtrare dopo quindici minuti da mezza a una tazza da tre a cinque volte al giorno.

Infuso: salice (Salix Alba) si usa la corteccia dei rami di 2 o 3 anni. Da sempre conosciuto e usato contro le febbri. Si preparava una ottima e apprezzata tisana anti influenzale, grazie al suo principio attivo “glicoside salicina” che l’organismo trasforma in acido salicilico. Il salice è un anti dolorifico, abbassa la temperatura e anti infiammatorio e anti reumatico. Si usano fino a tre tazze al giorno.

Tintura madre: (TM)

sono degli estratti alcolici da pianta fresca. Si usano in gocce dopo averle aggiunte ad acqua.

Inula Helenium – radice – 25 gocce più volte al giorno.

Verbascum Thapsus – pianta intera – 20 gocce tre volte al giorno

Lavandula Officinalis – sommità fiorita – 30 gocce tre volte al giorno.

Macerato glicerinato: (M. G. 1 DH)

E’ un estratto usando le gemme delle piante

Alnus Glutinosa M. G. 1DH

Betulla Pubescens M.G. 1 DH

Ribes Nigrun M.G. 1 DH

anche 100 gocce alternate ogni 1 o 2 ore.

Olii essenziali:

Sono estratti da piante molto potenti. Si possono assumere sia per via interna sia tramite la pelle.

Sono battericidi molto potenti e alcuni hanno spiccate proprietà antivirali, sono da usare in piccole quantità. Da sempre sono stati usati contro la febbre.

Timo, Limone, Eucalyptus, Lavanda, Cannella, Malaleuca (Tea Tree Oil), Origano.

Questi sono gli olii essenziali più usati in caso di febbre. Si possono assumano fino a 7 gocce per tre volte al giorno, per uso interno conviene assumerli mescolati al miele, perché hanno un forte sapore. Si può usare un solo tipo di olio essenziale, oppure una miscela, l’importante è no superare le sette gocce.

Nei bambini si usano al massimo tre gocce tre volte al giorno, solamente per uso esterno. Si miscelano le gocce con qualche goccia di olio extravergine di oliva e si massaggia sul bimbo. Importante e passare anche sull’ombelico.

Antica ricetta Erboristica: Cardo santo 25%, Genziana 25%, Centaurea 25%, Tormentilla 25%. Mezzo etto della miscela per un litro di acqua, si fa bollire per 10 minuti, si spegne e si lascia a riposare 1 ora e se ne bevono tre tazze al giorno.

Ai bambini piccoli è impossibile fare prendere questi prodotti. In questi casi è la mamma che li prende e poi li passa al bimbo con l’allattamento.

Omeopatia

L’omeopatia dispone di molti rimedi e molto efficaci. Per i bambini piccoli i “granuli” si fanno sciogliere in un po’ di acqua e si danno da bere.

In caso di febbre di febbre alta si può iniziare con:

Oscillocucinum 200 Ch monodose, è un ottimo prodotto, da usare solamente quando c’è bisogno.

I rimedi classici sono:

Belladonna D6: nei casi di febbre forte ed improvvisa, prevalentemente alla sera, accompagnata da una faccia rossa e calda e da forte traspirazione, indicata anche quando il bambino è agitato aggressivo e non ha voglia di bere.

Aconitum D9: nei casi di angoscia, assenza di sudore e bere.

Ferrum Phosphoricum D6: indicato nei bambini pallidi, che cambiano colore nello stato febbrile e patiscono facilmente il freddo, sono tranquilli perché di solito hanno anche la tosse e se si agitano questa è dolorosa, inoltre soffrono di male agli orecchi.

Eupatorium Perforatum D6: quando la febbre è più alta alla mattina della sera, ed è accompagnata da debolezza e dalla sensazione di sentirsi a pezzi, inoltre si manifesta ipersensibilità agli occhi, in modo particolare al mattino e hanno voglia con insistenza di bevande fresche.

Gelsenium D6: il bambino si trova in uno stato di evidente stordimento, ha un gran desiderio di dormire e si sente debole, quando accusa dolori alle membra, brividi e tremore, quando non ha sete e il caldo gli da fastidio e quando i sintomi sono più forti al pomeriggio. Questo rimedio è indicato specialmente per l’estate.

Si possono trovare in commercio anche dei preparati che contengono più di un rimedio omeopatico, esempio:

R 1 sono gocce antinfiammatorie – antinfettive contengono: Apis Mel D4, Barium Chorat. D6, Belladonna D4, Calcium Jodat. D4, Hepar sul. D12, Kalium bichr. D4, Lachesis D12, Marum Ver. D6, Mercur. subl. corr. D5, Phytolacca D4.

Somministrazione: stati infiammatori e infettivi acuti, con febbre elevata, richiedono un dosaggio di 10-15 gocce in poca acqua ogni mezz’ora. Dal secondo giorno di terapia ridurre le somministrazioni intervallandole di 1-2 ore fino a guarigione completa. Nei bambini si deve ridurre il dosaggio a tre gocce per i piccolissimi e 5 gocce da 18 mesi.

R 6 sonogocce antinfluenzali contengono: Aconitum D4, Bryonia D4, Camphora D6, Causticum Hahnem. D6, Baptisia D4, Eupatorium perf. D3, Ferrum phosph. D6, Gelsenium D6, Eucalyptus D3, Sabadilla D6.

Somministrazione: negli stati influenzali acuti è opportuno somministrare 10 gocce in poca acqua ogni 15 minuti per alcune ore. All’abbassarsi della temperatura e quando inizia la sudorazione portare il dosaggio a 10-15 gocce ogni 1-2 ore secondo la sintomatologia clinica fino a garigione. Nei bambini ridurre il dosaggio.

Questi rimedi si possono somministrare assieme, anche con questa metodologia: 60 gocce di R1 e di R 2 in un bicchiere di acqua e si somministra un cucchiaino ogni ¼ d’ora. Se il bambino dorme lo si lascia stare.

Naturopatia

Idroterapia:

l’uso dell’acqua fredda serve a levare il calore interno. Il freddo richiama il caldo il tal modo viene decongestionata la testa e tutto il corpo.

 

 

 

Ambiente: caldo

ammalato a digiuno

piedi e mani calde o si riscaldano con borsa di acqua calda o massaggi

 

 

Le frizioni o spugnature:

ai primi rialzi febbrili si può praticare fino a 6 frizioni fredde al giorno con immediato riposo a letto ben coperti, con un’eventuale borsa di acqua calda ai piedi.

Spogliare rapidamente e frizionarlo con un asciugamano di cotone che è stato immerso in un catino di acqua fredda con 3 – 4 cucchiai di aceto. L’asciugamano deve essere strizzato, solo umido non grondante di acqua. . Tecnica; si passa il corpo del febbricitante con il panno umido partendo dal braccio destro poi il sinistro, collo, petto da destra a sinistra, addome in forma circolare oraria, gamba destra, gamba sinistra, schiena e gamba destra e sinistra dietro. Avendo cura di bagnare e strizzare più di una volta il panno nell’acqua fredda. Di solito, soprattutto se il bimbo è ipersensibile o riluttante, si passa solo addome, cosce e gambe e braccia. Rivestirlo velocemente. Il tutto dura non più di un minuto. Coprirlo bene per fare reazione sudatoria. Di norma le frizioni vanno eseguita con acqua fredda. Solo se il corpo è freddo e ci sono brividi si può fare con acqua calda, seguita successivamente se possibile, da quella fredda. Ripetere ogni 30-120 minuti fino 6 frizioni al giorno, evitando di svegliare il febbricitante se dorme. Questo trattamento apre i pori cutanei e aumenta la reazione della pelle favorendo la sudorazione l’effervescenza della febbre. La reazione vasomotoria cutanea aiuta a proteggere il cervello da eccessive congestioni ed anche dalle convulsioni febbrili. Se eseguita con dolcezza e attenzione incontra nel tempo la piena accettazione dl bambino. Questa terapia è indicata anche per gli adulti.

Impacchi:

polpacci e avambracci. Si bagnano in acqua fredda e si strizzano 4 fazzoletti (1 per arto) e si fasciano gli avambracci e i polpacci. Con altri 4 fazzoletti si ricoprono e si mette il bimbo a letto, si può ripetere molte volte questo impacco, si cambia quando diventa caldo.

Fasciatura:

è la tecnica migliore, però bisogna eseguirla molto bene, altrimenti conviene non farla per non creare problemi al febbricitante. La fasciatura si esegue da sotto le ascelle alle ginocchia. Tecnica: si bagna in acqua fredda una stoffa di cotone leggero della giusta misura. Si fascia per bene il bambino e poi si rifascia con un telo grosso asciutto e sopra ancora una stoffa di lana. Si mette a letto l’ammalato e dopo 4 – 5 minuti al massimo non deve avere nessuna sensazione di freddo se il freddo persiste si togli il tutto. Si può lasciare la fasciatura per 20 – 30 minuti poi si toglie il tutto.

Pigiama:

Si prendono i pantaloni lunghi di un pigiama leggero. Lo si immerge in acqua fredda si strizza e lo si infila al bambino. Sopra un altro pigiama più grosso e lo si mette a letto. Dopo poco non deve più avere la sensazione di freddo, altrimenti si toglie il tutto. Anche questa tecnica per 20- 30 minuti.

Bagno totale:

anche questa è una tecnica idroterapica molto importante, che può essere di notevole aiuto. Si immerge il febbricitante in una vasca d’acqua. E’ importante che la temperatura dell’acqua abbia 2 gradi in meno dell’ammalato. Esempio febbre a 40° l’acqua deve essere a 38°. Per osmosi viene tolto un grado all’ammalato e si ritrova con la febbre a 39°.

Importante: non immergere mai l’ammalato in acqua fredda può fare un collasso e rimanerci!!!!

Panno umido freddo sulla fronte:

non è una buona soluzione anche se delle volte può dare sollievo. Questo impacco porta calore alla testa, mentre è importante levarlo, per non danneggiare il cervello.

Cataplasma di argilla:

si prepara un impasto di argilla e acqua (la consistenza dello yogurt) si stende l’argilla preparata su un foglio di carta da pacchi della grandezza dell’addome del febbricitante, per uno strato di un millimetro/ due e sopra si mette una garza. Si applica fredda sull’addome (in questo modo quando si toglie non rimane argilla da lavare). Appoggiato il cataplasma si fascia prima con il cotone e poi sopra lana, si blocca il tutto con una fascetta o rete elastica oppure con una fascia elastica. Se dopo cinque minuti c’è ancora la sensazione di freddo dove è stato applicato il cataplasma togliere tutto. Altrimenti lasciare un’ora o due si può sostituire ogni ora. Questa terapia riduce la temperatura addominale e assorbe tossine e infiammazioni, inoltre porta via il calore dalla testa. . Ricordarsi di non svegliare mai il bambino, poiché il sonno è curativo. Se dorme, il cataplasma andrà lasciato fino al risveglio.

Altre indicazioni:

Limone: per chi ha mal di testa, pesantezza o si sente che la testa gli scoppia, si può mettere sulla pianta del piede una fetta di limone (in ogni piede) e si fascia, questa tecnica leva il più delle volte i problemi sopra menzionati.

Pappa reale: Durante una febbre la pappa reale svolge un ottimo supporto grazie alle sue praticità antivirali e antibattericida. La pappa reale va presa in poca quantità per via sublinguale ciò sotto la lingua e lasciando a poco a poco venga assorbita, in caso di influenza veniva consigliato di prendere la pappa reale anche tre volte al giorno. Per chi non riesce a sopportare il gusto si può miscelarla con il miele.

 

Propoli: in caso di influenza vengono consigliate 20gocce tre volte al giorno, ricordo che qualcuno è allergico alla propoli.

Vitamina C: durante l’influenza non dovrebbe mai mancare la vitamina C. Durante la febbre è utile aumentare la quantità di Vitamina C naturale giornaliera di 5-10 volte, fino a 500 mg al dì in ogni forma.

Consigliamo spremute o succhi freschi di agrumi. Gli alimenti più ricchi di vitamina C sono la rosa canina e acerola. La rosa canina si può assumere in opercoli, succhi o gocce. Si può reperire anche in tisana o marmellata.

Aglio Cipolla: altra consuetudine interessante era mettere 1 o 2 cipolle tagliate a metà e 2 spicchi di aglio tagliato a metà nella stanza dell’ammalato. Le esalazioni dei principi attivi di queste” gigliacee” vengono respirate dal febbricitante e queste esalazioni portano un grosso beneficio e un valido aiuto per combattere la febbre.

 

Ginepro:

Fin dai tempi antichi c’era la buona abitudine di usare dei “fiumi” per purificare gli ambienti. Le bacche di ginepro messe a bruciare purificano l’aria e l’ammalato ha la possibilità di respirare aria non contaminata.

Cloruro di Magnesio:

anche questo sale è un ottimo aiuto nel momento delle infezioni, vedere “poliomielite”

Argento colloidale:

da sempre conosciuto come un potente anti batterico e anti virale.

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